FAQ

 

Alcune tipologie di rifiuto sono classificate come pericolose o non pericolose fin dall’origine, mentre per altre la pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose e/o metalli pesanti presenti nel rifiuto. La normativa (Dgls 152/2006 allegato I) prevede la definizione di 15 caratteristiche di pericolo indicate con la sigla HP seguita da numeri.
 

  • HP1 “Esplosivo”
  • HP2 “Comburente”
  • HP3 “Infiammabile”
  • HP4 “Irritante”
  • HP5 “Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT)/Tossicità in caso di aspirazione”
  • HP6 “Tossicità acuta”
  • HP7 “Cancerogeno”
  • HP8 “Corrosivo”
  • HP9 “Infettivo”
  • HP10 “Tossico per la riproduzione”
  • HP11 “Mutageno”
  • HP12 “Liberazione di gas a tossicità acuta”
  • HP13 “Sensibilizzante”
  • HP14 “Ecotossico”
  • HP15 “Rifiuto che non possiede direttamente una delle caratteristiche di pericolo summenzionate ma può manifestarla successivamente.”

No, perché il deposito temporaneo presso la propria unità locale non necessita di autorizzazione ma deve essere effettuato nel luogo in cui i rifiuti sono prodotti.

I rifiuti sono suddivisi, secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e non pericolosi (Dlgs 152/2006 art. 184, comma 1).

Nel registro è indicato per ogni tipologia di rifiuto:

  • La quantità prodotta
  • La natura e l’origine di tali rifiuti
  • Quando previsto gli estremi del formulario di identificazione

Per le imprese e gli enti produttori iniziali va compilato almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del medesimo.

Sono documenti ufficiali di trasporto dei rifiuti vidimati dalla CCIAA. Dal 2021 è prevista una nuova modalità di tracciabilità del trasporto rifiuti attraverso il Vi.Vi.Fir (Vidimazione virtuale del formulario), piattaforma online della camera di commercio. Il formulario è previsto per il trasporto di rifiuti quando non effettuato dal soggetto pubblico.

Questi sono tenuti, o resi accessibili nella sede operativa dell’impresa o ente produttore per tre anni dalla data dell’ultima registrazione.

E’ la dichiarazione dei quantitativi dei rifiuti prodotti, avviati al recupero o smaltiti che i soggetti obbligati fanno annualmente alla Camera di Commercio di competenza.

Il termine per la presentazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) è fissato quest’anno entro e non oltre l’8 luglio 2023.

I cespiti sono beni ammortizzabili, materiali o immateriali, che costituiscono l’asset di un ente o un’azienda. Possono comprendere veicoli, macchinari, strumentazione, immobili, impianti, hardware e software e devono essere registrati nel Libro dei Cespiti, conosciuto anche come registro dei beni ammortizzabili.

La dismissione dei beni strumentali, come apparecchiature elettroniche o mobilio, può essere effettuata anche attraverso il loro recupero o smaltimento tramite un soggetto autorizzato al trasporto dei rifiuti.

Qualsiasi ente, impresa, ditta individuale che produce rifiuti speciali o urbani non gestiti dal servizio pubblico, indipendentemente dalle quantità.

Entro un anno da quando è stato prodotto anche per piccoli quantitativi; a cadenza trimestrale o quando si superano i 30 metri cubi di cui al massimo 10 di rifiuti pericolosi.

A società di trasporto iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Perché la normativa vigente lo impone a tutela dell’uomo e dell’ambiente.

L'Economia Circolare vuole sostituire l’attuale modello economico lineare, "prendi-produci-usa-getta", favorendo invece un’economia basata sulla condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo che permette di ridurre la produzione di rifiuti e l'uso di materie prime estendendo il ciclo di vita dei prodotti.

  • Capire quali sono le tipologie di rifiuti da smaltire e in virtù di questo controllare se soggetti obbligati alla compilazione del registro carico e scarico rifiuti. In caso affermativo acquistarne uno e controllare se è stato vidimato dalla CCIAA.
  • Imballare i rifiuti per tipologie omogenee e con contenitori adeguati.
  • Contattare una società di trasporto iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.